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Abduction: contro ogni riduzionismo

Last Update: 3/27/2012 11:17 AM
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3/27/2012 11:17 AM
 
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Articolo di Enrico Baccarini (Seconda Parte)
Da >>> "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 45 del Giugno/Luglio 2003


"Credere a tutto o non creder a niente,
sono due qualità estreme che non valgono nulla"
P. Bayle


In questi ultimi anni sembra sia diventato molto di moda associare la fenomenologia delle abductions a nuove patologie o a malattie mentali fino ad ora non studiate o non osservate, invece di intraprendere uno studio serio e rigoroso che possa permettere di fare luce sulle reali matrici (e forse anche scopi) di questo fenomeno.
Questa "moda" sembrerebbe più che altro farci intuire un preciso comportamento (quantomeno meschino) da parte di certi personaggi della comunità che si definisce "scientifica", un comportamento che sembra mirato a non voler venire a capo di questo fenomeno, ma che lo vuole spiegare parcellizzando la sua fenomenologia e non osservandolo in quanto tale ma studiandolo piuttosto nelle sue molteplici tipologie.
In effetti nessuno, ne ufologo ne accademico, possiede oggi una comprensione definitiva, o quantomeno parziale, di questo fenomeno; brancoliamo ancora nel buio e ci stiamo aggrappando a piccoli indizi che stiamo lentamente e a mala pena cominciando a intravedere.
A testimonianza di ciò possiamo osservare recenti ricerche compiute, per esempio, da personaggi come la Dr.ssa Susan Blackmore (dello C.S.I.C.O.P., il corrispettivo del ClCAP in America) che in quasi dieci anni di studi non è riuscita ancora a consegnare al mondo dei "ricercatori" una risposta definitiva sull'origine e sul "modus operandi" con cui questa fenomenologia sembrerebbe esplicarsi (secondo lei a livello cognitivo), limitandosi a dire però che tutto è falso di fronte ad una totale impossibilità da parte di una razza aliena di poterci rapire (sic).
Abbiamo più volte tenuto a precisare che la necessità implicita di dover fare maggiore luce su questo fenomeno non ci deve fare escludere campi di indagine e ricerca che in qualche modo potrebbero aiutarci a spiegare il fenomeno stesso. La scienza odierna ci può aiutare a capire, ma non ci fornisce ancora prove incontrovertibili e soprattutto valide a monte del fenomeno.
Ogni anno, per non dire quasi ogni mese, vengono proposte nuove ipotesi o teorie che sembrerebbero spiegare che cosa si possa realmente celare dietro a queste manifestazioni; ipotesi biologiche, farmacologiche, psicologiche, che chiamano in causa disordini cognitivi o sindromi post-traumatiche da stress, ecc. Nessuna di queste però è in grado oggi di spiegare "in toto" il fenomeno delle abductions. Questo perché i rapimenti di presunta matrice aliena non si svolgono solo in camere da letto o in stati alterati della nostra percezione, ma avvengono molte volte in situazioni che potremmo definire estremamente ordinarie, dall'individuo che si sposta nella propria macchina a soggetti che affermano di essere rapiti durante passeggiate o mentre si trovano comodamente nella propria abitazione.
Se la paralisi nel sonno ci permette di spiegare forse alcuni casi, ciò non ci deve condurre a generalizzare il fattore e quindi ad associare tutte le abductions a fenomeni di paralisi o di allucinazioni.
Le teorie proposte nel corso degli anni per spiegare le abductions sono state numerose e stravaganti, e ne prenderemo però in considerazione solo alcune.
Una in particolare merita di essere menzionata, sia perché molto cara a certi ufologi di stampo più scettico sia perché ostentata da altri come vessillo per poter spiegare il fenomeno.
Si tratta dell'ipotesi proposta dal neuroscienziato canadese Prof. Michael Persinger (della "Laurentian University", Ontario - Canada) che pur partendo da dati interessanti ha sviluppato, secondo molti, i propri studi su direzioni estremamente improbabili.
L'ipotesi cardine di Persinger si sviluppa considerando le onde VLF-ELF 1 come i principali "artefici" dei rapimenti alieni. Queste stimolazioni a basse frequenze sono state studiate, ma con "ben altri" indirizzi di ricerca e studio, da ricercatori italiani come il Dr. P.C., il Dr. Giorgio Pattera, il Dr. Giuseppe . Colaminè o lo stesso sottoscritto, che ne hanno individuato una probabile correlazione con la stimolazione effettuata su microimpianti rinvenuti nel corpo di soggetti rapiti.
La tesi del Dr. Persinger (denominata "Tectonic Strain Theory" - "Teoria della Tensione Tettonica") invece ipotizza un ruolo simile, a livello stimolatorio, di queste onde ma ritenendolo altresì ben differente circa la loro origine (per gli ufologi "convenzionali" questa origine viene identificata in congegni in possesso degli artefici delle abductions, umane o aliene, o forse entrambe, che siano).
Tutto prende spunto da una originale teoria proposta da un fisico cinese, Yuo Suo ZoU 2 che prevede la liberazione simultanea di onde VLF-ELF (ultrabasse, fino a 1Hz) e di onde UHF (microonde, attorno al 1GHz), assieme all'emissione di particelle cariche, in concomitanza con effetti di pressione tettonica che si verificano sui quarzi.
Secondo Persinger questo cocktail è in grado di innescare un vortice di plasma (si tratta di un modello nato dalla fluidodinamica non lineare) che andrebbe a stimolare la corteccia cerebrale di soggetti "sensibili".
Tali emissioni di VLF e ELF possono, secondo gli studi di Persinger, interferire con le attività bioelettriche del cervello causando, nei soggetti colpiti da tali campi, forme allucinatorie e visioni estremamente reali.
Ciò che i soggetti vedono durante questi stati allucinatori, secondo Persinger, "è probabilmente il frutto di un assemblaggio inconscio nel nostro cervello di stereotipi e credenze a formare situazioni o esperienze" che vengono ritenute reali. Il soggetto vivrebbe quindi una percezione del mondo a lui circostante differente da quella che altri potrebbero percepire, e con tale ipotesi si spiegherebbero quindi, nella loro totalità, le varie manifestazioni da rapimento alieno.
Si tratta anche in questo caso, a nostro giudizio, non solo di una ipotesi alquanto riduzionistica che tenta di spiegare il fenomeno appellandosi a basi scientifiche ma difficilmente plausibili o verificabili (soprattutto di fronte alla palese eterogeneità individuale con cui il fenomeno si manifesta in tutto il mondo). Perché infatti i soggetti interessati da tale "stimolazione tettonica" dovrebbero vedere in tutto il mondo le stesse cose?
Non ci possiamo certo appellare al fatto che culture simili tendono a ricondurre fenomeni similari a matrici comuni.
Forse anche in questo caso una plausibilità scientifica può esistere, ma la generale applicabilità di questa spiegazione sembra essere davvero ardua (ben pochi infatti credono oggi che questa possa essere la risposta definitiva per il fenomeno delle abductions).
Persinger ha forse però avuto il merito di ipotizzare per primo una eventuale correlazione tra stimolazione cerebrale ed eventuali rapimenti (alieni), anche se fin da subito le varie ricerche si sono sviluppate su piani nettamente differenti.
Come abbiamo visto i contesti in cui le abductions sembrano manifestarsi sono talmente variegati che le spiegazioni ultimamente suggerite da ricercatori come Roger McNally di Harvard sembrano essere estremamente riduttive e pressapochistiche.
Ai fini del nostro studio, come quello di altri ricercatori membri del C.S.A. 3, potremmo adattare una definizione propria di un'altra disciplina di studio che sembrerebbe indicarci, in linea generale, la linea da seguire nello studio di questo fenomeno.
Dalla sociologia ci appropriamo della seguente definizione, modificandola ai fini del nostro campo di studi: "La ricerca sulla fenomenologia delle abductions deve nascere inizialmente come una scienza di osservazione (in riferimento anche ai resoconti testimoniali, n.d.a.), tesa a mutarsi in una scienza di verifica ed analisi dei dati ottenuti. L'analisi, allo stato attuale, non può e non deve essere concettualmente orientata, può essere guidata da un'ipotesi di lavoro, ma deve essere al/o stesso tempo soggetta ad una interpretazione critica."
La sociologia sembra dunque fornirci una definizione che, minimamente modificata nei termini, ci guida verso un percorso che potremmo definire corretto e rigoroso per lo studio di questo fenomeno. Soprattutto sembrerebbe indicarci come certi approcci adottati da ricercatori come McNally, o da alcuni "ricercatori" nostrani, siano fondamentalmente pregiudizievoli nei termini e negli scopi.
Una ipotesi di studio o di lavoro per una determinata fenomenologia deve dover considerare anche quei fenomeni che sembrano esserle associate e non solo determinate manifestazioni di essa. Ci riferiamo, per esempio al caso Walton, al caso Andreasson, al caso dei coniugi Hill, ecc., casi in cui i testimoni non si limitarono ad osservare solamente esseri alieni, ma in cui vi furono delle vere e proprie interazioni, alcune volte con cicatrici ancora oggi evidenti o con traumi psicologici che richiesero anche molti anni per essere curati. Soggetti che furono rapiti nelle situazioni più disparate, ovvero dalle proprie autovetture, da zone rurali, dalle proprie abitazioni, durante passeggiate in un bosco ecc.
Le spiegazioni "ufficiali" proposte fino ad oggi non rendono certo giustizia alla complessità del fenomeno.
A tali ipotesi di lavoro si aggiungono altre ricerche condotte prevalentemente da ricercatori americani i quali hanno tentato di ipotizzare che fenomeni traumatici occorsi ai nostri rapiti avessero modificato la loro percezione del fenomeno stesso, portandoli ad "immaginare situazioni da rapimento alieno senza che queste si fossero verificate realmente". Anche in questo caso questa ipotesi può essere valida per una percentuale di soggetti ma non certo per tutta la casistica fino ad oggi conosciuta.
È curioso poi sottolineare come in determinati casi di rapimento (per la verità non pochi), non potessero essere presenti fonti esterne di stress o di trauma che potessero condurre il soggetto a manifestare "sindromi post-traumatiche da stress" o che potessero poi condurli a o costruire di sana pianta falsi ricordi al fine di proteggere la propria integrità mentale.
Se fenomenologie come la "Paralisi Notturna" (SP), le "Allucinazioni Ipnopompiche e Ipnagogiche" (HHE) o altre manifestazioni sembrano, in alcuni casi, poter spiegare in linea generale alcuni resoconti di "Beedroom Invaders", ovvero di vero e proprio rapimento alieno, non tengono però conto della complessità di fenomeni e di manifestazioni cui le abductions sembrerebbero riferirsi. I soggetti presumibilmente rapiti non vivono infatti le loro esperienze unicamente nelle loro camere da letto ma anche in situazioni o luoghi totalmente diversi.
A tale proposito sarebbe troppo lungo elencare in questa sede tali situazioni; basti ricordare però quei casi che a distanza di anni, se non decenni, non sembrano essere stati "spiegati" o ricondotti a spiegazioni più normali.
Perché in 40 anni di manifestazioni non è stata ancora data una risposta definitiva su questo fenomeno?
Perché pur cercando di spiegare a tutti i costi le abductions, la scienza ufficiale ancora non riesce a mettersi d'accordo?
Ma soprattutto, se i rapimenti fossero il frutto della mente dell'uomo, perché ci troviamo davanti ad oggetti (i microimpianti) che sembrano sfidare le nostre conoscenze e la nostra tecnologia 4.

Note:
1. VLF - Very Low Frequency; ELF - Extremely Low Frequency
2. Zou Y. S. (1995) "Some Physical Considerations for Unusual Atmospheric Lights Observed in Norway" - Physica Scripta, Vol. 52, p. 726.
3. "Commissione Studi Abduction C.S.A.", si tratta di una commissione interna al CUN che si occupa dello studio, della ricerca e dell'aiuto a soggetti che riferiscono di essere stati prelevati da entità extraterrestri.
4. Si veda l'articolo del Dr. P. C. "Abductions, microimpianti, stati di coscienza alterata ed elettromagnetofosfeni" in riferimento a nuove interessanti scoperte effettuate su i microimpianti estratti dal Dr. Roger Leir.
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