00 3/14/2012 9:32 AM
Articolo di Enrico Baccarini
Da >>> "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 44 del Maggio 2003


Decenni di studi compiuti dalla Psicologia Sperimentale hanno permesso di ampliare i già vasti campi di ricerca della psicologica moderna permettendo altresì a studiosi e ricercatori di gettare nuova luce su antiche patologie o sindromi associate, nel passato, ad interventi "superiori" ovvero demoniaci.
Le varie aree di ricerca delineatesi fino ad oggi hanno permesso di tracciare degli itinerari su cui poter studiare e capire quella meravigliosa macchina che è il nostro cervello, sebbene nel contempo risulti ancora preclusa alla nostra comprensione una vasta serie di meccanismi e fattori propri del nostro sistema cognitivo e cerebrale. In tal senso si è cercato di studiare diverse forme patologiche, o causate da un'alterazione del sistema cognitivo-percettivo umano, al fine di cercare spiegazioni coerenti e scientifiche nei confronti di questi "stati modificati" della nostra mente e della nostra percezione. Lo studio di quest'ultima ha giocato un ruolo fondamentale in queste ricerche, delineando nuovi campi e nuovi approcci diagnostici nei confronti di soggetti affetti da tali "disfunzioni cognitive". All'interno di queste strane "forme" riscontrate dagli studiosi abbiamo rinvenuto una forma di dissonanza cognitiva molto interessante che ha colpito la nostra attenzione, la "Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni Ipnagogiche e Ipnopompiche". Dietro questa terminologia specialistica si nasconde una patologia estremamente interessante che sembrerebbe colpire il 25-30% della popolazione mondiale almeno una volta nell'arco della vita. A tale percentuale si associa un ulteriore 20-30% di soggetti che avrebbero ripetutamente sperimentato tale stato.
La "paralisi notturna", o più propriamente, come abbiamo detto, "Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni Ipnagogiche e Ipnopompiche", è stata soventemente associata da diversi psicologi, negli ultimi anni, a strane manifestazioni notturne, ad allucinazioni e a vere e proprie "invasioni" notturne ad opera di esseri umanoidi frutto, secondo questi studiosi, di una costruzione mentale del soggetto. È fuori discussione che tale forma di alterazione cognitiva esista e si manifesti con precise forme percettive e intrusive, ma siamo in grado di spiegare la fenomenologia delle "abductions" attraverso queste forme modificate o patologiche 1 della nostra coscienza?
I dati oggi in nostro possesso non ci permettono ancora di avere risposte certe, ma sicuramente l'iter fenomenologico descrittoci nei resoconti testimoniali di soggetti addotti da presunti esseri alieni sembra differire notevolmente in un numero cospicuo di casi.
La "Paralisi nel Sonno" (SP) è un fenomeno transiente che implica uno stato involontario di immobilità che può avvenire poco prima di addormentarsi o durante un risveglio brusco. Viene classificato come un sonno parallelo associato al sonno in fase REM. Esperienze associate con la "paralisi nel sonno" sono abbastanza comuni, esistono inoltre molte esperienze differenti che sono associabili con questi "disordini" del sonno.
L'individuo si trova in uno stato di semi-veglia in cui si ritrova "paralizzato", anche se diversi soggetti sono in grado di aprire gli occhi e sono successivamente in grado di descrivere le proprie esperienze sia a livello visivo che fisico. I soggetti che riferiscono di aver vissuto questo disordine del sonno affermano di essere stati anche soggetti ad esperienze allucinatorie "ipnopompiche" e "ipnagogiche" (HHE).
Durante la "paralisi nel sonno" riscontriamo tre classi differenti di allucinazioni, associate spesso dai soggetti come simili a fenomeno paranormali o soprannaturali:

- La prima forma allucinatoria viene definita da "lntruder", in cui il soggetto percepisce una presenza nella propria stanza, spesso associando la manifestazione ad allucinazioni visive ed uditive. Diversi soggetti hanno descritto, nel corso del tempo, un fenomeno conosciuto come "Old Hag", ovvero un'ombra di natura ignota che sembra aggirarsi intorno al soggetto.
- La seconda forma allucinatoria viene definita "lncubus", e consiste nella sensazione di una pressione sulla testa, difficoltà di respirare e panico. Molti soggetti hanno "avvertito" la presenza di "qualcosa" che sembrava soffocarli e che toccava loro la testa.
- Il terzo fattore sono le "UB.E", ovvero "esperienze corporee inusuali" (Unusual Bodily Experiences) in cui il soggetto ha la sensazione di volare, fluttuare nell'aria, uscire dal proprio corpo (O.O.B.E., ovvero Esperienze Extra-Corporee).

I ricercatori dell'Università di Waterloo hanno cercato di spiegare il fenomeno delle "abductions" attraverso i correlati testimoniali che la patologia sopra esposta sembrerebbe possedere in riferimento alle testimonianze riferite da soggetti presumibilmente rapiti da esseri alieni.
Se da un lato non possiamo negare la possibilità che alla base di alcuni resoconti testimoniali possa effettivamente esistere l'insorgenza di tale patologia, i ricercatori stessi non sono stati però acutamente attenti nello studiare la vasta letteratura inerente i rapimenti alieni.
Siamo infatti davanti ad un problema fondamentale. Come potremmo spiegarci, chiamando in causa la teoria della paralisi nel sonno con associazione di allucinazioni, i casi in cui i testimoni si trovavano al di fuori del proprio letto (in macchina, per strada, in un bosco e via dicendo)?
Come potremmo spiegarci casi storici come quello dei coniugi Hill e di Travis Walton in USA o di Enrico Carotenuto (nella pampa brasiliana)?
Dovremmo ipotizzare che nel momento in cui questi soggetti furono rapiti siano stati colti da un istantaneo quanto repentino attacco di sonno? Pensiamo sinceramente di no.
Il problema di fondo che sembra delinearsi in alcune delle ricerche che tentano di spiegare il fenomeno delle "abductions" sembra essere proprio quello di ricercare una spiegazione che si adatti bene ad "una" data fenomenologia, senza prendere però in considerazione l'enorme vastità e le variegate esperienze vissute da soggetti che affermano di essere rapiti da esseri alieni.
Sempre recentemente un altro ricercatore ha presentato al mondo scientifico il frutto di alcune ricerche effettuate sul fenomeno delle abductions.
R. McNally è Professore Ordinario di Psicologia alla prestigiosa Università americana di Harvard. Interessato al fenomeno delle "abductions", McNally decise lo scorso anno di capire se questi soggetti avessero vissuto realmente le esperienze che sembravano averli cosi tanto toccati.
Prima di effettuare queste ricerche McNally rilasciò diverse interviste a giornali del luogo, nelle quali più volte si dichiarò fermamente convinto che le strane esperienze vissute da certi soggetti non fossero altro che il frutto di un condizionamento o di una patologia interna all'organismo e non frutto di un reale rapimento da esseri alieni.
I presupposti per una ricerca che dovrebbe essere seria, rigorosa e soprattutto imparziale, cascarono quindi repentinamente tradendo tutta la sua posizione preconcetta e prevenuta.
Paralogismi di questo tipo condizionano negativamente le ricerche, conducendole inesorabilmente a produrre risultati "mirati" in linea solo con le aspettative dello sperimentatore.
Ma McNally non ha desistito e dopo poco tempo pubblicò una serie di articoli su alcuni quotidiani di Boston, cercando soggetti che ritenessero di aver vissuto esperienze strane o credessero di essere stati rapiti da esseri alieni.
Accanto a questi soggetti (il Gruppo Sperimentale) cercò dei testimoni "vergini" (il Gruppo di Controllo) che sarebbero stati condizionati nel credere di avere vissuto determinate esperienze. Su quasi mille soggetti che risposero all'annuncio, ne vennero selezionati "solo dieci".
La ricerca si prefisse lo scopo di "creare" falsi ricordi nei soggetti vergini per poi confrontarli con quelli che erano i resoconti testimoniali di soggetti che riferivano di essere stati rapiti da esseri alieni.
I risultati dello studio (neanche a farlo apposta) furono categorici: "i Disordini Post Traumatici da Stress vissuti da soggetti rapiti da esseri alieni sono solo il frutto di una 'creazione' mentale e non le reali conseguenze di un incontro traumatico con esseri provenienti da altri mondi".
Ci chiediamo in tutta sincerità come si possa definire seria, e soprattutto valida, una ricerca che sia così viziata fin dai suoi inizi.
Un McNally ha ragione nel dire che attraverso il condizionamento operante, il condizionamento classico o certe forme di ipnosi siamo in grado di condizionare un soggetto, e di fargli credere (dopo diverse sedute) di aver vissuto esperienze che in realtà sono solo il frutto della mente fervida dello sperimentatore.
Ciò non ci permette però di spiegare la vastità del fenomeno delle abduction e non ci permette di capire come i soggetti rapiti possano ritrovarsi nel proprio corpo strane cicatrici o guarire da malattie ritenuti incurabili o addirittura scoprire, dopo esami medici, strani "oggetti" variamente inseriti in zone del corpo pressoché inaccessibili (come l'ipofisi, il talamo, la zona retrostante il bulbo oculare).
Ci ritroviamo, dunque, davanti a studi che indubbiamente cercano di presentare come veritiere spiegazioni che in realtà si possono definire viziate o totalmente errate.
In quasi quaranta anni di conoscenza di questa fenomenologia, nessuno studio condotto dalla scienza ufficiale è stato ancora in grado di fare minimamente luce su quali siano le reali matrici di questo fenomeno come nessuno studio specifico condotto dagli ufologi è stato in grado di far avanzare la ricerca in questo settore.
Il fatto è che molte e sempre nuove domande sembrano celarsi dietro questo fenomeno e nessuna sembra ancora avere trovato una risposta certa.

Note:
1. La differenza tra gli "Stati Modificati di Coscienza" (S.M.C.) e gli "Stati Alterati di Coscienza" (S.A.C.) non è tanto marginale quanto potrebbe sembrare. Per S.M.C. si intende comunemente, in psicologia, una modificazione nella produzione biochimica, di determinate sostanze del cervello (vedi ad esempio le endorfine) o di sostanze esterne, non dovuta però ad una forma patologica ma ad un intervento farmacologico-biologico endogeno o esogeno al nostro organismo. Per quanto riguarda invece gli S.A.C. si intende comunemente alterazioni della coscienza ad opera di uno stato patologico, quindi negativo (per esempio causato da una malattia) che inducono allucinazioni ed un distaccamento percettivo dalla realtà che ci circonda.